Esempi di poesia religiosa
(da Monterado, Diocesi di Senigallia)
| LA CAMPANA
D’inverno il vento gelido; la goccia violenta che dal plumbeo cielo furioso, al fine si allenta ed esausta e sbattuta poi con la terra presto s’addormenta; il brivido fresco della bella brina mattutina; e il temuto gelo e la complicata e candida neve sepolcrale, a te non sono nemici, oh bronzea armoniosa cara campana. In alto, sopra i tetti ti affacci, e con maestoso antico potere il tutto miri. A ritmi inquadrati ogni giorno scandisci, intonati i quotidiani precetti dell’umana e cristiana nostra vita paesana. Din don: sono le tue semplici grida di festa. Din don: e con questa umile e antica dolce armonia, come d’incanto rapisci le attente anime bisognose. Oh cara antica campana, che dal dì di mia vita dall’alto del vecchio campanile t’ho visto correre furiosa e t’ho sentito orchestrare le innumerevoli e inconfondibili note dell’aria, continua a suonare din don e non fermarti mai.
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GESÙ
Stanchi sfrutto gli occhi miei deboli lacrimanti: non Ti vedo ma Ti sento …e felice ora m’addormento .
INTIMA UNIONE
Al Signore il principio, agli uomini il frutto e il sapore di ogni vero sunto d’amore.
E' Giunto
Giunto è ormai il momento: con gioia mi addormento. Un tuffo tanti sogni ...e incomincio a vivere ...alfine. |
SERENITÀ
D’amore denso ora annego nell’immenso. Sono pieno …son contento
LA VITA
Un sussurro un abbaglio un tepore.
Una voce una luce un amore.
Un singulto un lampo un pallore.
La vita, come un fiore
Sera
Giunta è ormai la sera; il sole morente, della tenebra il sonno imminente. Dense lacrime di commozione salutano l'immenso mistero di ogni vita il cuore.
Da "Le Sensazioni" di Massimiliano Manoni
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